13 marzo 2008

STILE DI VITA

Vivo in una mega casa che sfido a chiunque di avere una casa come la mia! :)

 Vivo da 13 anni in un container della missione itinerante Cristo è la Risposta con 6 persone e il nostro team è di circa 100 persone. Che ci sia pioggia o sole cocente stiamo sempre all'aperto (per chi vuole guardate le foto che ho messo nel blog) e adesso vi descrivo una giornata classica di vita nella missione!

 

06:30 - Sveglia.

07:15 - Ci mettiamo tutti in riga divisi a gruppi che vengono chiamati "Gruppi di famiglia" e fino alle ore 08:00 c'è la preghiera.

 

08:00 - Colazione.

09:00 -  Abbiamo Body Meeting (riunione del corpo) cioè ci riuniamo tutti quanti, si canta, si prega e si sistemano cose interne (tipo:"hai perso i tuoi calzini?", "manca una guardia?", eccetra). 

10:00 - Usciamo per le strade a parlare con le persone, andiamo negli ospedali, andiamo alle stazioni centrali a distribuire cibo e a parlare dell'amore di Dio, abbiamo un'amplificazione e cantiamo e testimoniamo l'opera di Dio nella neostra vita. Torniamo verso le 12:30.

13:00 - Pranzo, poi break fino alle 17:00.

17:00 - Usciamo per le strade a contattare le persone per aiutarle a comprendere che hanno bisogno tutti della Grazia di Dio. Torniamo verso le 19:30.

19:45 -  Ci si rimette in riga e facciamo "Formazione" cioè serve per vedere i bisogni che ci sono nel campo e durante la giornata.

20:00 - Riunione e preghiera serale dove sono inviatti tutti coloro che ciascuno contatta e chiunque voglia venire.

22:00 - Cena e... nanna!

Nei tempi evangelistici, c'è un gruppo che lavora: c'è chi fa il fabbro, chi il falegname, chi il meccanico, tutto questo perchè portiamo avanti la struttura del gruppo, in più come abbiamo già detto siamo quattro gruppi di famiglia e ogni giorno lavora un gruppo diverso; sono lavori di tutti i giorni del tipo lavare i piatti, fare la guardia eccetra. Ad esempio, la guardia inizia alle 7 di mattina fino alle 13, dalle 13 alle 19, dalle 19 alle 21.30 e così via.

C'è chi lava la biancheria per i non sposati, e la cosa buffa sapete qual'è? Quando mi capita a me di lavare i piatti, siccome è una cucina industriale devo usare panche alte per farlo e gli amici mi sfottono un po' dicendo di stare attento a non affogare nel lavello! 

 

 

  

Economia

Io sono un missionario e da 13 anni vivo con la missione Cristo è la Risposta.

In questi ultimi anni, dal '99 in poi, il Signore mi ha aperto diverse porte per poter predicare il Vangelo in altre nazioni. Infatti sono stato in Sagna ('99), Corsica ('00), Israele  ('06 e '07) e adesso mi dirigo verso il SudAfrica ad aprile e l'Albania a luglio.

Com'è ovvio, necessiterei di un aiuto economico, io mi aiuto come posso però ogni aiuto ulteriore è ben accetto. Con tutto ciò che ho potuto fare ho comunque un certo deficit economico. 

Quindi vi chiedo di pregare per me e se Dio vi mette in cuore di potermi aiutare con un offerta, il mio codice IBAN è IT41E0316901600000310235833

IL MIO PARERE SULLA DISABILITA' (ESSENDO IO DISABILE)

Nel campo della disabilità un motto sperimentato è che nella società c'è molto rigetto anche se ora le cose stanno cambiando in confronto a 22 anni fa (io ho 30 anni). Non del tutto stanno cambiando, però cambiano, lentamente. E' da notare che ancora oggi c'è molta ignoranza. Noto come le persone quando cammino per strada, se trovano un disabile in sedia a rotelle o anche me stesso, gli adulti ti guardano dalla testa ai piedi, non solo incuriositi dal tuo problema fisico ma in più ti scansano e ti rigettano e se hai una parola da dire è difficile che ti diano retta. E molte persone ti "squadrano" dalla testa ai piedi come se facessero una lastra, in un modo pietoso. Nel sociale questo deve cambiare. E per certo bisogna lavorarci sopra... perchè la maggior parte delle persone si concedono questa indifferenza come se il problema della disabilità non li toccasse e non potesse farlo mai. Certamente, chi di noi non è stato qualche volta "disabile"? Forse ti è mai capitato un braccio rotto, ingessato? O una gamba rotta? Pensa di passare tutta la vita con un problema simile; sarebbe facile per te affrontare la cosa in questa ottica? Certo non piacerebbe mai essere preso in giro, alla fine è un po' così. A molti capita di trovarsi disabili per caso. Immagina soltanto se purtroppo qualche persona rimane disabile in un incidente o una malattia o anche stando magari in ferie ai Caraibi (un colpo di sole preso "male" potrebbe pure provocare ictus): che differenza ci sarebbe tra queste persone e quelli che si ritrovano ingessati temporaneamente? Per certo ai secondi il gesso verrà tolto, ma a quella persona che rimane disabile per la vita il gesso è come se rimanesse per sempre.

La loro vita non è più la stessa di prima e che tu sia un avvocato, un miliardario, un dottore o un poveraccio, la tua natura rimarrà la stessa, però dal momento che potresti essere disabile, per te non c'è più spazio nella tua città; ma è ancora peggio nell'imparare a convivere con la tua disabilità e non è affatto facile. Dovrai imparare a gestire la tua vita con tutto ciò che ti riguarda, dalle cose più semplici alle cose più difficili che per una persona normodotata possono  essere facile da fare. Sarà una conquista fare le cose più piccole e che adesso ritieni semplici, come fare i primi passi; sarà una conquista farli senza usare il tuo "girello", anche una persona senza problemi può trovarsi ad affrontare queste cose.

Potresti forse pensare: "Mi aiuteranno gli altri". 

Non è così facile, perchè una persona potrà aiutarti fino ad un certo punto ma poi si stancherà di portare il tuo peso, dovrai combattere e devi cambiare aspetto della tua vita. Ti piaccia o no, queste sono le condizioni in cui ti troverai. Io per molto tempo ho affrontato male queste prove ma arrivati ad un certo punto o crollavo in depressione o cambiavo.

Come si può cambiare venendo a sapere che durante tutta la tua vita sarai immobile? Le forze per andare anche solo in bagno, mancano improvvisamente. Forse prima prendevi in giro il disabile ma ora che sei in questi panni le cose cambiano per certo e sì che cambiano: prima eri tu a guardare i disabili in un modo strano ma ora sono gli altri, magari i tuoi stessi amici che ti guardano in un modo strano. Forse non sei cambiato dentro ma fuori sì. Ti piaccia o no è così. Probabilmente se tu potessi tornare indietro non prenderesti in giro nessuno e soprattutto faresti maggior attenzione a certi individui che prima ignoravi.

A tal proposito ricordo un fatto. Quando andavo alla scuola primaria, i coetanei mi prendevano in giro per come camminavo. Uno dei tanti tra di loro, passati più di 10 anni lo rividi e lui mi riconobbe, si ricordò di me. Mi disse:"Tu sei Alessandro? Io sono un tuo compagno delle medie!"

Lavorava come camionista e non poteva più farlo: zoppicava a causa di un incidente e non poteva più guidare.

"Ti chiedo scusa" - aggiunse - "perchè adesso comprendo cosa vuol dire vivere con un problema di disabilità". 

 

RISPOSTA

Ora io ho due risposte: la prima è di guardare Dio per quello che sei e non ti lamentare per il brufolo che hai sul naso; se poi sei disabile sappi che c'è sempre di peggio nella vita e comunque tu sei un dono di Dio. Ci vuole del tempo per imparare questo ma piano piano se lavori tu con Cristo ci riuscirai. Se con tutto il tuo cuore ti aggrappi a Cristo, Dio ti dona la grazia di affrontare tutto ciò che stai vivendo. Ciò che stai vivendo non è perchè Dio ti ha abbandonato ma Dio è molto vicino a te, è più vicino di quanto tu immagini o pensi. La seconda è che non ho certo tutte le risposte ma delle volte Dio usa delle nostre difficoltà per incoraggiare gli altri e tu potrai dire "Perchè a me?" e io ti dico: "Prega, che Lui ti risponda e nel frattempo lascia che Dio curi il tuo cuore".

  

 

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